.

  ofyp Seguimos en pie...
 
Diario
 


free website hit counter

Blog altamente stropicciato

Usare con cautela e moderazione.

-

Questo è un blog, nient’altro che un blog.
 Qui c’è un mucchio di parole, non so da dove arriva e neanche dove andrà. Quando le sento passare, le annoto e le lascio qui.
Emozioni, mie.
Tutto il resto è lo spazio bianco tra una riga e l’altra.

Hai mai chiesto a Stephen King se aveva un cane di nome Cujo o se la sua prima fidanzata si chiamava Carrie?
Ecco, appunto.

Se hai qualcosa da dirmi, scrivimi qui:
ilnumero@hotmail.com

-
E se ti va, ecco i miei libri.




-

-

Sono stato anche ospite qui


Con questi articoli:
Attesa
Raggio
Puntini

-

Questo blog è membro della
LEGA METALLICA

-

Avviso:
Questo blog non rappresenta una testata di nessun tipo,

tanto meno giornalistica,
in quanto viene aggiornato “ad minkiam”.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale
(e non potrebbe neanche fosse periodico)
ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.



Anche q
uesto Blog è
contro la tristezza.

-

Mettendo tutto a post:
(fino al 30/06/2006)
Onirica
Poesie
Intagli
Parole
Tiramisù
Motivi e motivetti
A volte
Ispirazione a delinquere
Millenovecentoventitre
Morbido
Pictures #2
Cocco
Tu/Dichiarazione
Ieri sera
.ongoS
Sere
Land of the miracle
Oggi scrivo a orecchio
Racconti brevi #9
Quello che mi piace delle donne
Sweet child o’ mine
Primavera
Fermata
Autostrada
Voglie
Prima e dopo (ma è durante che...)
Piove
Danza
Vorrei
Shopping Emotions
Au revoir (solo la poesia)
Open mind
Camminano piano
Outing estremo
Racconti brevi #10 (a tempo, 1, 2, 3, 4)
Bon-Ton(gue)
Sogno di voi
Keine Lust
Loro lo sanno
Ecoccole
Vitamine
Olio su tela grigia
Diglielo
Pensieri e parole
Intermezzo
[Odio la sveglia]
Vento
Flussi di note
tsoP
Penso a niente e
I'm a-live
Hidden post (mi piace un sacco)
Quei due
Racconti brevi #11
Crossover Zone
Anabole
Cicale

Archivio 2004-2005


Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.


7 settembre 2007

Personalmente

Stare a casa ha sempre quel sapore buono della domenica mattina. I ritmi ridotti, i profumi del cibo, il rumore attutito di una città che non riesce a svegliarsi. Nonostante la routine e le stesse persone ridestarsi in casa propria è rassicurante. Un posto dove sei al sicuro, un luogo dove sai che le cose sono dentro determinati cassetti e, senza neanche rompere il vetro in caso di necessità, raggiungibili con pochi passi e un piccolo volo di pensiero.
E’ tutto semplice. E’ tutto lì.
C’è il passato, il presente. C’è il futuro, per certi versi. Preordinato, predestinato, pre. Guardando le pareti della tua stanza puoi immaginarti fra giorni, mesi, anni. E’ un piccolo mondo: il tuo mondo. Quello che la paura di rimettersi in gioco può portarti a trascinare fino a.
Fino a.
Si.
Poi, le finestre. Guardi fuori e ti rivedi bambino, a correre nel parco, ragazzo, ad amoreggiare su quella panchina. Forse c’è ancora intarsiato un “ti amo” mai detto una sera di maggio.
E fremi, di novità.
Poi guardi i muri, stabili, fermi, rassicuranti, uguali.
Poi guardi fuori, movimento, fragilità, qualcosa di diverso e spaventoso.
E torna l’adrenalina.
Allora prendi i tuoi pensieri, li metti dentro un fazzoletto e, come amante al mattino, esci, in punta di piedi, cercando di non far rumore.
E cammini, vai. Del resto ti definisci blogger itinerante mica solo per gioco.
Vai, fino a dove non ti conosce nessuno. Cerchi un prato, ti ci siedi e sleghi il nodo di quel lembo di tela rossa, mentre con lui ti si scioglie il cuore.

”Vado là, dove non mi conosce che il vento.
E mi porterà il tuo profumo, quando ne avrò bisogno.
Se avrai pazienza, mi troverai.
Nel tuo cuore o a due passi da qui”.

Grazie a tutti.


P.S.: Se vorrai la mia compagnia, sul treno, sul bus, in qualche anfratto sperduto dell’universo, potrai averla. Basta un click sulla stupenda immagine qui sotto.
I miei due romanzi, "Frammenti di una storia" e "Baciami" (che non saranno solo due, lo sapete) sono qui a sinistra.
Poi.



Qui c’è una raccolta ben scremata del meglio di tre anni di Ofyp. Completamente autoprodotto, senza fini di lucro (solo arrotondamenti), l’evoluzione di un blog e di un blogger.

Poi.
Ilnumero@hotmail.com, per tenermi sotto controllo (e sapere dove sono).

Poi.
Mi troverai, quando meno te lo aspetti.




permalink | inviato da ofyp il 7/9/2007 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (40) | Versione per la stampa


4 settembre 2007

Sei tu.

Se c’è una cosa che mi piace, quella sei tu.
Accoccolarmi sul tuo ventre morbidoso, assaporare il profumo del tuo collo, perdermi nei meandri dei tuoi capelli, lasciarmi stregare dai tuoi occhi nocciola, assopirmi tra le tue braccia, pizzicarti il sedere mentre mi passi vicino, accarezzare la tua schiena nuda, guardare ogni tuo piccolo movimento, ascoltando i tuoi però e i tuoi ma, senza nessun se.
Aprire gli occhi, ogni mattina, e scorgere il tuo profilo, scaldandomi un po’. E non vivrei senza i tuoi piedi freddi, rassicurante costante di notti accanto.
Intrecciando corpo e pensieri, progetti e speranze, occhi e mani, lingue e sospiri.
Si.
Se c’è una cosa che mi piace, quella sei tu.
Oggi, come ieri.
Ancora.
Sempre.
Come diciotto anni fa.




permalink | inviato da ofyp il 4/9/2007 alle 10:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa


3 settembre 2007

School's day

Non sono mai sulla tua linea, o troppo avanti o troppo indietro. Quando camminano, da soli, li trovi due metri davanti a te: devono mangiarsi il mondo. Se li tieni per mano hanno sempre una spalla indietro, tirati controvoglia.
Il primo è così, trascinato, con un pupazzo logoro tenuto stretto al cuore, i capelli corti, lo sguardo perso nel vuoto fatto d’altri bimbi gioiosi e mamme preoccupate. Non ha voglia e si vede.
La seconda è già quasi dentro. I codini saltellanti sulla testa; come sorrisi su vecchie fotografie, sfuggono al controllo.
Le mamme li fermano, aggiustano grembiuli colorati, si leggano un dito e tolgono le ultime gocce di mattino dai loro occhi, poi li abbracciano, fermando il tempo e il cuore per un istante o poco più. Del resto, l’abbraccio, è bello proprio perché ferma: fissa un emozione portandola a se, a te.
Poi via, che si comincia, non c’è più tempo.




permalink | inviato da ofyp il 3/9/2007 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


31 agosto 2007

Angolature

Lei è in piedi davanti al portone in legno. E’ giovane, molto giovane. Per uno della mia età è fuori target; per uno che, oltre tutto, ha consorte e figli a carico, decisamente. C’è la regola del dieci. Più dieci, meno dieci.
Lei, ha un paio di scarpe sportive, rosse, un paio di jeans attillati a vita bassissima, una maglietta bianca bordata di rosso. In tinta. Mi piacciono le persone che ci mettono impegno, anche solo a coordinare due colori.
Lui ha una salopette blu a far contrasto. Capelli biondicci, fisico atletico, età da target. E parla gesticolando forte: mi ricorda gli omini che indicano agli aerei dove andare a dormire.
Lei fa la punta alla scarpa sul selciato, come una scolaretta il primo giorno di scuola: è tenera e intrigante. Le mani a far riccioli di capelli castani, nervosamente, continuamente. Un sorriso, dipinto una notte d’estate, mentre i grilli si corteggiavano rumorosi e gli amanti cercavano stelle per avverare desideri, sul viso. Bello, tanto da far sembrare che il mondo avesse deciso di crescergli attorno.
Poi, gli occhi. Aveva uno sguardo intenso, un misto di adorazione, amore, infatuazione, desiderio e voglia di far pazzie. Invidio il posto su cui si posano certi occhi, invidiavo lui.
Poi, guardandolo agitarsi, preso da se stesso e dai suoi discorsi, l’ho compatito un po’. Non avrebbe mai visto quello sguardo, mai.
Io lo vedevo, guardavo lei.
Lui, solo se stesso.
La fortuna stava sicuramente dalla mia parte.




permalink | inviato da ofyp il 31/8/2007 alle 14:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


30 agosto 2007

La dolcezza di non cambiare strada

Ci sono cose che rendono l’esistenza più tranquilla. Una di queste, per me, è fare tutti i giorni la stessa strada per andare a lavorare. Cambia il mezzo: se il tempo è clemente, bicicletta, se no, mezzi pubblici. Cuffie piantate nelle orecchie, volume basso, escludendo appena mondo e traffico, vedo gli stessi posti, sento gli stessi odori, vedo le stesse persone. Alcune le saluto, ormai, senza neanche sapere che siano. La ricciolina, ad esempio, una specie di bijoux con occhiali da professoressa, minuta, perennemente con pantaloni a vita bassa scuri. Sulle prime mi guardava spaventata, ora mi allarga un sorriso quando sono già a dieci metri. O l’anziano che, poco dopo, incrocio lungo il fiume. Lui lento, io gli sfreccio accanto, tanto da non percepire il suo “buongiorno” di rimando.
Quasi in dirittura d’arrivo, passati i profumi delle tintorie e dei croissant mischiati a fumo e caffè, c’è la podista improvvisata. Corre, ogni mattina, sui suoi tacchi, nel suo vestito in raso, d’estate, o in lana, d’inverno, con i fianchi invitanti fasciati comunque. E’ bello vederla correre. E’ bello vedere la muscolatura tonica delle sue gambe guizzare sotto la premura, il suo sguardo perso nel vuoto a cercare un autobus, i sui seni ballonzolare sodi, come la bagnina di un vecchio telefilm. Ed è bello vederla rallentare - mentre tolgo un auricolare, perché lo so che lo dirà e che vorrà essere sicura che io l’abbia sentito -, sorridere e sentire “buongiorno bel ciclista” per poi pensare “Bel? Mah…”.
Oggi c’erano tutti, anche quelli che sui marciapiedi riescono ad ingombrare un passaggio largo metri solo con la loro presenza.
E c’era anche lei, la dolcezza di non cambiare strada.




permalink | inviato da ofyp il 30/8/2007 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

sfoglia     agosto       
 

 rubriche

Diario
Versi
Parole Metalliche
Nota la nota
Intervista col Pampero
Il signore dei tasselli

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Vi tengo d'occhio:
Aislinn
alias
Almalu
alispiegate
amicapreziosa
amelia
Animalinda
amphetamineannie-dog
Arwen
aotearoa
attesa
AttimiDiMetamorfosi
bimba-grandicella
BlackAngel
bloGodot
bragiu
califfa
calzetta
carrienataliaeio
cherry
chiamamiaquila
ciromonacella
Clockwork
colonnedercole
Coquelicots
Corpolibero
creazioni
cunctator
DarkAleXiSMetaL
datteriacolazione
delfi
Dilwica
dimensionesogno
Dinodrillo
DipendenzaUtopica
dimensionemorgana
duchess
dubhe
eCarta
standingstill
EllaMoon
emotionaddict
Eukalypto
FairyGothmother
franzmaria
giganteblu
GiuliaSalis
gommapiuma
hastalasciuret
hertz
i_Zgo
Il bradipo errante
Il terzo desiderio
ilmiosilenzio
InsanaMente
intramontis
IOESISTO
istericaquantobasta
Jericho
kafkahigh
KALISPERA
keshya
kiki
casettanuova
LaboratorioAlchemico
lacarezza
lapegiulia
lascritturacreativa
Lega-Metallica
leggera
Linea
Mae
maga
magacirce
maninafutura
maura_valeria
Megrez
Mia
milliz
Mora76
nefeli
nerokiaro
OgniVolta
Okki_Di_Vita
Ombra
onair
parolediburro
patafrulli
pennyred
peperita
Principessazaffiro
Q
quartadicopertina
raissa
regalatemipoesia
San
sarablu
saskha
scartissue
ScusiScende
semi-influenzabili
sonia
sophya8
spezie
SuccoDiFuffa
TheBlackClover
tirzio
trenidicarta
uic
Unafacciainprestito
UnCertoSorriso
unmondologicodisogni
Valhalla
vanillina
velenoviola
vetro
wondercozza
yogayeti
Yogurtalimone
zialaura

Blog letto 146469 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom