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Paint your life
post pubblicato in Diario, il 13 febbraio 2013
Giorni intensi, pieni, pregni. 
Era tanto che non vivevo un periodo così, uno diquelli dove non hai il tempo per alzare la testa, per andare in bagno per, selo facessi ancora, fumare una sigaretta.
Una vita diversa, un modo diverso, fuori e dentro.
Il processo di purificazione mi sta portando soddisfazioni estreme e, come previsto,mi rende antipatico.
Ne sono felice.
E’ fantastico non sentirsi in colpa per nulla, non sentirsi perennementegiudicati, sempre sotto giudizio, neanche avessi ucciso qualcuno.
La mia vita è diventata fitta e impegnativa come una foresta ma anche ricca d’ossigeno.
Respiro.
E respiro aria di cambiamento e soddisfazione. Cambiamento duro, vero, mainevitabile, ineluttabile, per certi versi invidiabile. E soddisfacente, perchéavere finalmente la serenità non ha prezzo alcuno, figuriamoci se perraggiungerla si sia dovuto svuotare esclusivamente una cantina piena di topi einsetti.
Ora non sto più lì, in attesa che qualcuno mi cambi la giornata: ora prendo la telabianca di ogni mattina e ci disegno su quello che voglio.
Ed è un periodo che il nero, il grigio e certi colori odiosi non li uso più.
E svegliarsi non è più un miglio verde.
E vivere non è più una tavolozza incrostata da altri.
Non è ancora finita, no… ma ora vedo luci colorate e una vita che, da qui, valela pena vivere.



permalink | inviato da Ofyp il 13/2/2013 alle 10:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Murky
post pubblicato in Diario, il 8 gennaio 2013
Il buio mi ha sorpreso. 
Mi ha sorpreso perché al mattino, di solito, ci si aspetta la luce. Non è una speranza,  è astronomia. 
La terra ruota su se stessa e, con cadenza perfetta, in qualsiasi punto del globo terracqueo tu sia, ti affacci al sole.
L’astronomia è una scienza esatta che ha aspetti mutevoli e imprevedibili. Sono le nove del mattino, guardi il cielo e ti ritrovi con gli occhi rivolti al sole, cercando raggi che sono vecchi di otto minuti ma immerso nella fredda oscurità totale. 
Mi ha sempre affascinato sapere che non vedrò mai il sole in diretta. 
Anche la luna, che è sempre in differita di un secondo e mezzo.
Per completezza l’astronomia dovrebbe andare a braccetto con la meteorologia.Se ti ritrovi la situazione di questa mattina puoi scrutare il cielo finché vuoi, ma quel benedetto sole o è rimasto a far festa dall’altra parte del mondo o sta ancora dormendo.
Beato lui, con sto tempo me ne sarei rimasto a nanna anche io.
Ci sono un sacco di cose che dovrebbero andare a braccetto: non ci sono verità assolute ma insiemi di variabili di cui tenere conto ogni momento.
Era una cosa che non sopportavo di lei, le verità assolute.  
A dirla tutta non lo sopporto in tutte le persone. 
A dirla veramente tutta non sopporto neanche te che stai pensando che se scrivo a dirla tutta di solito non la dico tutta.
Non devo per forza dirla tutta, essere sincero o avere il consenso: sono intimista, ci tengo alle mie cose e le mostro solo a chi merita.
Non porto tutti a vedere la mia collezione di farfalle. E non te le mostro per avere la tu approvazione. Le riguardo per sollazzo personale, il fatto che ci sia te è solo una scusa.
Intanto sei entrato nella mia tana, qui comando io.
Ed ora accendo la luce: in barba a astronomia e meteorologia, questa è elettricità!

Exit: light 
Enter: night 
Take my hand
We're off to never-never land
(Metallica, Enter Sandman, The Black Album)



permalink | inviato da Ofyp il 8/1/2013 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Emigrante
post pubblicato in Diario, il 4 gennaio 2013

Un po’ spaesato lo sono. 
Mi dicono che è normale, che è una cosa fisiologica, ma mi sento davveroconfuso. 
M’immagino tutte quelle persone che per un motivo o per un altro sono costrettea emigrare: ecco, io è così che mi sento, un emigrato.
E son qui, con lo sguardo ebete che cerco di darmi d fare, di calarmi in questanuova condizione, situazione, emozione, ma mi ritrovo a vivere come loro, comegli emigranti, gli emigrati.
E li immagino.
Me li immagino che si guardano attorno, magari fissano quei palazzi in unostile a loro sconosciuto, magari si lasciano rapire anche solo dal ferrobattuto di un lampione, li immagino che lasciano andare lo sguardo nell’azzurroterso del nuovo cielo. 
Camminano come se il terreno sotto di loro potesse sprofondare da un momentoall’altro, mai sicuri di muovere sul cubetto di porfido giusto o nella correttadirezione, a tastare la solidità ad ogni passo.
Li vedo stare lì, fermi, con le valige appoggiate contro il muro per nondisturbare il passaggio degli indigeni, ai quali non si può neanche chiedere perchénon capirebbero neanche la lingua.

Ed io sono così ora, un emigrato causa forza maggiore, quasi un deportato, chefisso il cielo terso sopra i palazzi attorno a me, in una città che indiscutibilmenteha una qualità della vita migliore di quella da dove arrivo, ma dove facciofatica anche solo a trovare una panetteria, a pensare che se non avesse piovutosempre, forse, non sarei mai partito.
Ma pioveva forte.




permalink | inviato da Ofyp il 4/1/2013 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfuso
post pubblicato in Diario, il 2 gennaio 2013

Il ragazzo ha un modo di abbracciare tutto suo. 
Lo guardo attraverso i vetri ancora semi-appannati dell’auto e riesco persino a percepire il disagio della ragazza,nonostante distanza, vetro, condensa e qualche traccia di ghiaccio ancora appesa là fuori.
Sembra che la stia strozzando in una mossa di wrestling d’altri tempi: sta quasi appeso, con un sorriso ebete sulla faccia, e cammina a fatica guardandola di traverso, dal basso verso l'alto, in linea perfetta col suo gomito.
Io non ho mai abbracciato nessuna o nessuno così.Così come non ho mai camminato tenendo la mia compagna per il braccio. Non so,ma ci vedo un’atavica dimostrazione di possesso che non condivido.
Le persone non si possiedono.
Questo è il primo pensiero per l’anno nuovo: io non possiedo, tu non mi possiedi.

Ho voglia di scambi, di alchimia, di liquidi caldi in vasi comunicanti.
Ecco! Ecco di cosa ho voglia: vasi comunicanti. 
Comunicanti.
Co-mu-ni-can-ti.
Se i vasi comunicano ci si mescola, ci si passa,ci si amalgama, si cresce insieme.
Conosco troppa gente che sta chiusa in bottiglie ben tappate a dar mostra di se sopra mensole regali.
Rimarrà imbevuta, lasciando un enigmatico senso di bontà: se è così ben confezionata sarà buona!
Poi la apri e sa d'aceto. 
Delusione.

Io no. Io mi preferisco sfuso.




permalink | inviato da Ofyp il 2/1/2013 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
A che ora è la fine del mondo?
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2012

Me ne stavo lì, col naso rivolto al cielo, in attesa che arrivassequalcosa, tipo la fine del mondo o l’autobus. Era un bel po’ che ne parlavanotutti. Televisioni, radio, film e documentari. Una signora con i capelliazzurri al supermercato mi aveva invitato a pregare brandendo un cespo diradicchio rosso di Treviso.  Mi eroallontanato velocemente per evitare gli schizzi di acqua e il suo alitopesante, promettendole una sicura redenzione.
Ero lì, in piedi, dietro di me una panchina verde su cui sedermi, davanti un'enormevoragine dove prima o poi sarebbe esistita una stazione della metropolitana,sopra tutto il cielo terso e azzurro del mattino.
C’erano quelle striature bianche lasciate dagli aerei ad alta quota chesembravano comete impazzite. Ce n’erano tre. Le guardavo chiedendomi se questavolta non fossero davvero asteroidi da deepimpact.
Niente, anche stavolta l’avevo scampata e ci stavo ridendo su. Anche se non ci avevomai creduto, ci avevo pensato. Fosse stato anche solo per quei pochi attimi,rapito da quelle code bianche che si spostavano veloci, ci avevo pensato.
Poco dopo camminavo, pensando agli ultimi anni trascorsi, a quanto avevo fattoe quanto no, a quanto avevo amato e quanto no, a quello che avevo perso etrovato.
E ritrovato.
E finalmente, dopo anni, mi sentivo bene.
No, non poteva arrivare la fine del mondo proprio mentre stavo bene, nonsarebbe stato giusto.
Dovevo ricominciare.




permalink | inviato da Ofyp il 21/12/2012 alle 11:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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