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Posta a tema 1: Initiation.
post pubblicato in Parole Metalliche, il 8 aprile 2005

1 - avete tutti scritto nelle schede (o quasi tutti;-)) quali sono stati i primi dischi che avete ascoltato, ma...come ne siete venuti in possesso? Come avete fatto, insomma, a scoprire il mondo metallico? Certo non sarà stato il sacerdote dell'oratorio a prestarvi "The number of the Beast"...chi vi ha introdotto al metal? O come ci siete "inciampati"? E, conseguentemente...qual è stato l'effetto di questo primo "incontro"? insomma, al vostro primo disco siete saltati in piedi urlando "questa è la Via, la Verità e la Vita!" oppure avete bofonchiato "carino..." e alla totale follia ci siete arrivati solo dopo?...;-)

 

1986. Avevo quindici anni. La mia esistenza riempita dalla musica disco anni ’80, quella che ora sta tornando (o è tornata) tanto di moda. C’erano i paninari, i metallari, i cinesi… movimento giovanile in fermento, ma non come quasi vent’anni prima mosso da ideali e politicamente impegnato. No. Il movimento era seguire una moda, essere in un branco. Poi c’erano gli insipidi, quelli normali, quelli che vivevano senza seguire troppo le mode del momento e ascoltavano della musica normale, la disco anni ’80, appunto. In quel tempo (ops, citazione troppo grande per me) la televisione commerciale trasmetteva un programma chiamato DJ television, lo conducevano, tipo bim bum bam, i grandi di oggi, Amadeus, Linus e, soprattutto, Fiorello e Jerry Scotti (che si era anche buttato in politica, ricordo). Trasmettevano video con la musica del momento, Tracy Spencer, Level 42, U2, Sandy Marton, insomma, un insieme di gay e tamarri non indifferente. Ad un certo punto, in una giornata di sole, trasmettono i video di due gruppi musicali del momento. Non erano i tanto amati Duran Duran o i mielosi Spandau Ballet. No, questi usavano le chitarre come quei gruppi che in radio non passavano mai. I brani in questione erano “You give love a bad name” dei Bon Jovi e “The final countdown” degli Europe. Un po’ fighetti, ma rudi. Dopo i compiti corro a comprare i due LP (vinile) e li ascolti con attenzione. Mi piace, mi trasmette energia e mi calma allo stesso tempo. Mi sento vivo. Il giorno dopo, in classe, parlando con uno dei due maschietti nell’appello gli dico: “Minkia, sti qua mi fanno impazzire!”, lui, con una calma piatta, mi dice: “Ma ti piacciono davvero, ascolta questo e dimmi un po’…”. Mi piazza una cassetta al Cromo in mano, senza etichette, senza custodia, tolta dal WalkMan. Arrivo a casa, incuriosito da cosa possano sentire le mie orecchie di così accattivante da poter togliere in me l’entusiasmo provato il giorno prima. Accendo lo stereo, infilo la cassetta. “Clack clack”, rumore di “autoreverse”, probabilmente L. aveva sentito il lato A per ultimo. Cuffie ben messe, mi stendo sul letto di camera mia. Fruscio enorme che sfuma su pubblico urlante, è un disco dal vivo. Campana, due chitarre, campana, due chitarre, voce… mi piace, penso. Poi parte: “Hallowed be thy name”, Iron Maiden. Ricordo perfettamente come e cosa è successo, letteralmente folgorato. Che voce, che potenza, che rabbia… e che chitarre, due, insieme, quasi in estasi, alla fine del pezzo, torno indietro e lo ascolto di nuovo. Poi lo ascolto tutto, poi di nuovo… il giorno dopo, in classe, chiedo a L. se può darmi qualcos’altro, quasi drogato, lui mi risponde che sapeva sarebbe successo e mi passa un sacchetto della spesa pieno di audiocassette. Ozzy Osbourne, Iron Maiden, Metallica, Twisted Sister… e altri. Il sabato successivo lo passo da Rock and Folk, negozio metal del momento e spendo tutto quello che ho. Mi addentro nel Trash della Bay Area, mi tuffo indietro nel tempo scoprendo i padri dell’heavy metal, Deep e Black Sabbath, sperimento nuove sonorità a periodi, a volte più Slayer, altre più morbide… tutte intensamente.

Il percorso musicale si evolve, dal casino heavy che ho nelle orecchie inizio a seguire una specie di via fatta di riff che mi portano, attravarso gli halloween, allo speed, l’epic, che diventa il mio genere per eccellenza.

E’ iniziata cosi’… poi, dal ’98 in avanti, sono iniziati i concerti, tanti, ovunque. Ma questa è storia diversa… magari, un giorno, in un post “a tema” lo affronterò…  

Link di Lega:
Darkalexismetal
The Black Clover
La foresta perduta
La locanda del bardo
Luc
Aislinn
Ofyp




permalink | inviato da il 8/4/2005 alle 11:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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