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Ispirazione a delinquere.
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2006

Chiudo gli occhi. Aspetto che le immagini fissate sulla retina scompaiano insieme ai flash rossi che pian piano si addormentano sotto le palpebre. Quando li riapro, te. La luce non c’è più, solo il riflesso tenue dei led dello stereo che accompagna Claudio Sanchez in melodie accattivanti. Hai su quel pigiama azzurro che quella sera a Verona avevo definito “antistupro” e tu avevi riso così forte che la mattina dopo i nostri amici mi avevano chiesto se facevo ridere anche quando facevo l’amore. Si, risposi.
”Ma io ti piaccio ancora?”, domanda tagliente.
”Vestita così o in generale?”, risposta demente.
Tu ridi di nuovo, ma più sommessa, per non svegliare il mondo. Ti accoccoli un po’, appoggi la testa sul mio petto, che muscoloso non è mai stato, e mi ricordi, ancora, che sono comodo. Inizio giocare con i tuoi capelli. Adoro giocare con i tuoi capelli. Mi fa star bene.
”Non mi hai risposto”, mi ricordi.
”Certo che mi piaci”, basterà?
”Mi vedo brutta, grassa, e non ricordarmi che ho fatto due figli se no ti prendi un pugno.”
”Io vedo la donna che amo.”
”Ma ho la pancia!”. Intanto hai preso a giocherellare con il mio ombelico, fissando le lucine azzurre.
E’ dura venirne fuori, quando una donna fa così.
”Questa qui?” Mi alzo e ti solletico un po’, ridacchi ancora. “Adorabile…”, ti dico.
Poi ti accoccoli di più e facciamo respiro insieme.

”Mi piace come mi ami, sai?”
”E perché metti questo pigiama?”
Ti alzi, sorridi, e lo togli veloce.




permalink | inviato da il 2/2/2006 alle 10:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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