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Prima e dopo (ma è durante che...)
post pubblicato in Diario, il 23 marzo 2006

Insostenibile attesa che pervade animi e cuori. E’ strano. Aspetti trepidante che succeda qualcosa, una telefonata, un sms, una mail, un fatto, qualcosa. L’attesa vera, intendo. Quella che vorresti dormire e svegliarti, per magia, nel momento esatto in cui succede. Ed hai proprio sonno, non è una scusa. Quella che ti muove la gamba destra, che ti fa tamburellare le dita, che non pensi ad altro che a. Sbadigli, con la gamba che traballa e le mani un po’ sul tavolo un po’ in bocca. Prima mordi pellicine ed unghie, poi ti arrabbi e finisce che succhi sangue dalle dita. Poi accade l’evento. Senza preavviso apparente, senza annuncio, senza sigla, senza colonna sonora, e gioisci per sette minuti. Ti si dipinge in faccia il non stupore e le tue labbra si paralizzano in un sorriso ebete. Finalmente l’attesa è finita, ti dici. Poi tutto si placa e, con il tuo ghigno stupido, ti chiedi, svuotato, tanto da aver di nuovo sonno: “ed ora cosa aspetto?”
Perché quel fremito, ora appagato, era insostenibilmente stupendo.




permalink | inviato da il 23/3/2006 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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