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Racconti brevi 10. (parte 2)
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2006

Ispezionai anche la soffitta, sicuro di trovare vecchi manoscritti di mio nonno e piccoli oggetti appartenuti alla sua tragica vita. Quando trovò pace la sua delirante esistenza dovevo ancora nascere e avere fra le mani oggetti appartenuti a lui mi fa tremare per l’emozione. Come sai, il suo gettarsi dall’abbaino davanti al quale sono ancora riposti tutti i suoi ricordi, gettò mia madre in una profonda depressione guarita solo dalla mia nascita e, seppur tragicamente, mi ritengo la conseguenza positiva alla sua morte. Insomma, un legame che da morte ha generato vita.
Una sera, mentre ero intento a leggere una lettera che mio padre spedì a mia madre dal fronte di quella stupida e barbarica guerra di Crimea, successe per la prima volta. Udii degli scricchiolii provenire dal sottotetto, proprio in prossimità della scrivania alla quale ero seduto. Sentivo sulla mia testa come dei piccoli movimenti, appena percettibili, che facevano però scricchiolare il pavimento di legno del solaio. Sulle prime pensai ai topi ed annotai sul mio taccuino di chiamare la derattizzazione al più tardi l’indomani mattina. Il giorno dopo un forte odore di disinfettante misto a veleno per piccoli roditori pervadeva la mia casa e le mie narici, sebbene gli addetti confermarono, come ricordavo, che non rinvennero alcun escremento o traccia di topo alcuno.
Lasciai passare il fatto dandogli poca importanza, importanza che, ahimè, avrebbe dovuto avere in quel momento, e tornai ad occuparmi della ricerca, ormai ossessiva, di indizi sulla morte di mio nonno. Non avendo trovato interessante la vita dei miei genitori, per certi versi era risultata noiosa e piatta, decisi di scoprire i perché di una morte tanto tragica quanto nascosta, tanto da portare mio padre e mia madre a morire lontani chilometri da quell’edificio.
Mentre esaminavo un grosso baule verde con rifiniture color oro nel quale erano stipate vecchie lettere ed appunti ingialliti, sentii nuovamente quel sinistro scricchiolio. Alla mia destra, laddove c’era una moltitudine di scatoloni di cartone, quel leggero frastuono agghiacciante. Mi voltai di scatto, stupito e spaventato allo stesso tempo, aspettando di vedere davanti a me un grosso ratto con il manto marrone e gli occhi furbi e rossi ma, niente, solo scatoloni. Mi alzai e mi avvicinai alla fonte di quel rumore ma non trovai altro che ciarpame accatastato, ricordi racchiusi in oggetti, nessun roditore. La cosa mi turbava a tal punto che decisi di non abbandonare il solaio neanche di notte e mi preparai un letto lì, fra la polvere e le suppellettili. Di tanto in tanto, quel rumore. Spostai addirittura tutto ciò che si trovava in quel punto preciso, da dove mi pareva vi fosse l’origine. Una sera arrivai a staccare le assi di legno del pavimento scovando un duro fondo in mattoni.

(continua alle ore 13.00).




permalink | inviato da il 26/4/2006 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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