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Vitamine.
post pubblicato in Diario, il 9 maggio 2006

Entrò nel locale soprappensiero, un po’ per sfuggire alla pioggia, fine ma battente, un po’ perché la sete lo imponeva. L’odore misto di cappuccino, brioches, toasts e birra alla spina lo colpì, come sempre, riportandolo a quando, ancora bambino, sfidava regole non scritte per portarsi al parco un ghiacciolone o un naranjito.
L’incrocio di sguardi fu fulminante, devastante. Due smeraldi lo stavano fissando. Tutt’attorno, donna. Capelli rossi, raccolti in sensuale coda, pioggia di lentiggini, come cioccolata dentro panna, lievi. Il collo, arrossato, le labbra, importanti, la pelle, bianca come rosa in maggio. Due piccoli seni addormentati sotto fortunato top. Pantaloni neri ad accarezzare natiche perfette. Stivali. Accessori. Varie ed eventuali, tutte perfettamente intonate alla sensualità.
”Forse troppo magra”, pensò, rapito da tanta sfacciata bellezza. Poi, lei, emise suono soave.
”Ma tu… tu sei Ross?” In partenza verso pianeti lontani, cerebralmente disattivato, emotivamente frazionato.
”Ehm… si… tu mi conosci ma io non so chi sei…”, null’altro.
”Sono Roberta, siamo stati insieme… vediamo… due settimane… ben… caspita… diciotto anni fa… ai tempi della scuola, ricordi?”
Tabula rasa. Indossando la migliore delle facce da culo disponibili: “Ma certo! Ma caspita, fatti guardare… sei bella come allora! Per te il tempo non è passato proprio… anzi…”
”Mi spiace tanto, devo scappare, dai, ti lascio il numero, chiamami… ci conto…”

(dissolvenza)

Fissando un tovagliolo con sopra dieci numeri che non userà mai, vanga in mano e colpi secchi, a scavare nei ricordi. Poi, il “friccicore” della compressa con magnesio, potassio e vitamina B, perché non ricordarsi di una donna è grave, non ricordarsi di una donna così, peggio.




permalink | inviato da il 9/5/2006 alle 8:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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