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Il signore dei tasselli #3.
post pubblicato in Il signore dei tasselli, il 28 aprile 2006

Capitolo tre.

Quando entrò nel regno del terribile mobilificio si capiva, da suo sguardo, che le intenzioni erano tutt’altro che amichevoli. Il temibile venditore gli si fece incontro, abbozzando un sorriso da ebete.
- Ma ciao Ofyp, come va?, con aria bonaria.
- Adesso lo vediamo come va, con aria arrabbiata.
- Ma vieni, siediti, in cosa posso esserti utile?”
- Dove sono i miei mobili?
- Ah, già, i mobili…
- Essì, mica passo per vedere la tua bella faccia, sai?
- Ehm… , si fa rosso paonazzo,
- Hai già sentito l’uffic…
- Provo a chiamare ma non riesco a parlare con nessuno, dimmi tu, dove sono i miei mobili?
- Aspetta che provo…
- Ho tutto il tempo che vuoi, io di qui mi alzo solo dopo che mi hai dato una data.
Inizia un valzer di telefonate inutili, il temibile venditore, nascondendo una palese difficoltà, cerca di svicolare.
- Per la cronaca, sono qui per sapere quando e, soprattutto, se i miei mobili arrivano.
- Perché se?
- Perché in giro se ne sentono di tutti i colori, sai? Dammi risposte.
- Ma no, noi siamo un’azienda seria! Consegniamo tutti i giorni!
- Sarà, ma a me non avete consegnato.
Silenzio di tomba, il venditore si scusa e si allontana. Dopo qualche minuto torna sorridente, in contrasto con il viso di Ofyp.
- Mi ha chiamato l’ufficio consegne mentre ero di là…
- Ma pensa te!
- Ehm, si, ehm… hanno detto che i tuoi mobili non li hanno, che la prossima non hanno consegne e che hanno una consegna per la settimana che va dall’8 al 12… vedrai che arrivano, stai tranquillo…
- Dal 9 al 12? ECHECAZZO!, l’urlo fu udito in tutto il regno,
-Ma i miei mobili sono lì?
L’imbarazzo era palese.
- Ehm… non so, so qualcosa di preciso il 2… mi segno il tuo nome e ti chiamo… se non mi senti per il…
- Io TI sento il 2. Punto.
- Ok, va bene… Non preoccuparti, vedo se riesco a fare qualcosa per anticipare…
- Mi prendi in giro? Hai appena detto che non consegnano!
- Ehm, si, ehm, cioè, ehm…
- Ok, ci vediamo il 2, anche se ho come l’impressione che i miei mobili non ci saranno.
- Ma si, vedrai…
- Vedrò.
Usci senza salutare, tramutandosi in OfypIncazzato, senza la k trendy, poiché incazzato sul serio.
Iniziarono le ricerche nella grande rete, le telefonate alle associazioni ed alla finanziaria, poiché, per sicurezza, Ofyp finanziò anche una parte dell’importo. Le notizie, in caso di sommosse interne al terribile mobilificio, erano rassicuranti. Rimase in attesa, comunicando alla famiglia l’accaduto, della fatidica data.

(continua con… vedremo!)


(nella foto la faccia di OfypSquatter dopo aver saputo la notizia)




permalink | inviato da il 28/4/2006 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
Il signore dei tasselli #2.
post pubblicato in Il signore dei tasselli, il 28 aprile 2006

Capitolo due.
Fu così che, dopo pochi giorni dalla scadenza indicata, consci di possibili ritardi di consegna, poiché il popolo della terra dei mobili così si comporta, OfypPapà telefonò al terribile mobilificio, chiedendo notizie delle sue suppellettili. La risposta del temibile venditore fu che non ci si deve più rivolgere al personaggio stesso, ma alla fantomatica tribù dei “consegnanti”, ovvero una popolazione parassita che vive nel regno dei camion. Armato di pazienza, il giovane ed ignaro acquirente, compose il numero e, dopo vari tentativi, riuscì a parlare con la regina delle consegne la quale lo informò che dei suoi mobili non vi era traccia alcuna e che avrebbe sentito direttamente le foreste pluviali dalle quali se estraggono i legni. Un po’ scoraggiato, OfypPapà, tramutatosi nel temibile OfypInAttesa, decise di attendere.
Passarono le ore, poi i giorni, ma dal terribile mobilificio, nessuna notizia. Armato di calma e di molta pazienza, decise di affrontare nuovamente un viaggio, da solo, per raggiungere il terribile mobilificio e parlare con il temibile venditore. Con sorpresa, varcata la soglia del regno, si trovò a parlare con altri appartenenti della tribù e non con il suo solito interlocutore, abbandonato in altri lidi ad arrostire il culo al sole. La popolazione lo accolse con il solito sorriso e con una sufficienza ed una pochezza di informazioni disarmante, comunicando, in ogni caso, di continuare a farsi sentire dalla regina delle consegne.
La depressione si stava trasformando in rabbia, avendo, OfypInAttesa, una casa, un mutuo e lo spettro di imposta da pagare per un bene di cui non poteva usufruire. Ma il peggio doveva ancora venire, il nostro eroe non sapeva ancora a cosa stava andando incontro.
All’alba di un giorno di fine Aprile un’amica di OfypInAttesa, tramutatosi in OfypArrabbiato, gli telefonò dicendo che, da voci certe ma ufficiose, gi era giunta la notizia che il tal terribile mobilificio non pagava gli estrattori di legna e, pertanto, nessun mobile gli sarebbe arrivato e di informarsi al più presto. Sgomento, paura, terrore. Il volto di OfypArrabbiato si fece prima bianco, poi paonazzo. Dopo il primo, comprensibile, stordimento, decise di riaffrontare il viaggio per chiedere spiegazioni in quanto, oltre a notizie di corridoio, erano ormai passati 14 giorni dalla data prevista per la consegna. Prese un tozzo di pane, un bicchiere di latta per abbeverarsi durante il tragitto, si infilò nelle orecchie auricolari logori per far sì che gli Slipknot gli infondessero la necessaria forza d’animo, e s’incamminò.

(continua con "La visita e le nuove notizie”).




permalink | inviato da il 28/4/2006 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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