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Carezze
post pubblicato in Diario, il 19 gennaio 2011

Guardo la mano di lei scendere lenta sulla guancia di lui. Lui piega la testa quel tanto che basta per sentirla il più possibile. Ha la barba da fare e si preoccupa di non ferirla. Lei non se ne cura e lascia che il suo pollice compia un leggero movimento rotatorio verso il palmo, disegnando un arco verso l’esterno, sfiorandogli il labbro.
Lui si lascia andare e la cinge in vita, appoggiando la mano sulla cintura e accarezzando con il polpastrello dell’indice su un lembo di pelle lasciata nuda dalla posizione e dal maglione corto.
Lei lo guarda come farà per poco: rapita, assorta, completamente persa nei suoi occhi azzurri. Ci sono momenti che durano, fortunatamente, talmente poco che ti si imprimono nel cervello e rimangono come cicatrici. Ma belle, come quelle che mostri orgoglioso alle cene tra amici, quella di quando sei caduto in bici per scappare dal signore del primo piano che ti rincorreva, urlando, perché non si passa da lì, no.
Ogni tanto ci ritorni, che ti fa star bene.
Poi pensi che è una vita che non succede e continui a guardare quei due che, intanto, hanno iniziato a baciarsi.
Ad occhi chiusi.


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permalink | inviato da Ofyp il 19/1/2011 alle 15:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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